La provenienza del nostro caffè

LE ORIGINI

In origine, la parola araba "qahwa" identificava una bevanda estratta da alcuni semi che provocava effetti stimolanti ed eccitanti sugli esseri umani. Oggi in arabo con questa parola si indica il caffè. Molti sostengono che il termine caffè derivi dal nome della regione in cui questa pianta era maggiormente diffusa ovvero la Caffa, nell'Etiopia sud-occidentale. Oggigiorno i maggiori produttori mondiali di caffè sono, nell'ordine, Brasile, Vietnam, Colombia ed Indonesia. Seguono, con ordine variabile a seconda delle annate, Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia ed India

CAFFE’ INDIANI

La storia della pianta in India inizia proprio nel sud: circa quattro secoli fa un leggendario pellegrino indiano, Baba Budan, tornò dalla Mecca portando clandestinamente sette semi magici (altri sostengono che fosse un maestro sufi e venisse dallo Yemen) e li piantò sulle colline di Chandragiri in Karnataka. Da allora il caffè ha continuato a crescere, diventando merce d’esportazione per gli inglesi nel 1840. Oggi l’ India è il sesto esportatore MONDIALE di caffè arabica e robusta (21,75% delle esportazioni dirette all’Italia nel 2011). L’India produce ed esporta tra i 4,5 e i 5 milioni di sacchi.
ARABICA PLANTATION MYSORE AA
ARABICA PLANTATION MYSORE NUGGETS E.B.
ROBUSTA CHERRY AAA CRIV. 19
ROBUSTA CHERRY AA CRIV. 18
ROBUSTA CHERRY AB
KAAPY ROYAL PORTOFINO CRIV. 18
PARCHMENT PB
ROBUSTA MONSONATO AA

CAFFE’ BRASILIANI

Il Brasile è il primo produttore al mondo per esportazione di caffè
Contrariamente a quanto si pensa il caffè in Brasile non nasce spontaneo ma vi è arrivato nel 1727 dalla Guiana Francese grazie a Melo Palheta, diplomatico portoghese che durante una missione diplomatica sedusse la moglie del governatore della Guiana che alla sua partenza gli donò un mazzo di fiori con alcuni semi di caffè.
La grande estensione media delle piantagioni Brasiliane favoriscono il raccolto meccanico, più veloce ma che richiede una precisa operazione di selezione al “beneficio” per avere un raccolto di qualità.
Il caffè viene raccolto non solo con il metodo manuale ma in alcune piantagioni la raccolta è automatizzata. La maggior parte del caffè’ viene trattato con il metodo a secco, ma sono anche diffusi i caffè lavati e semi-lavati denominati “cereja descascado".
I caffè brasiliani sono conosciuti sul mercato internazionale con nomi corrispondenti alle zone di provenienza o produzione; in particolare i caffè arabica fini prendono nome dal porto di Santos che per quanto riguarda il caffè è il porto più importante al mondo. Oltre a queste denominazioni vengono aggiunti nomi di fantasia che fanno riferimento a specifiche piantagioni o zone oltre a marchi privati commercializzati dai vari esportatori, come per i nostri Santos.
La classificazione brasiliana è la più completa e tiene conto di tutti gli aspetti descrittivi di una determinata partita sia dal punto di vista visivo che olfattivo e gustativo.
Qui di seguito elenchiamo alcuni caffè da noi commercializzati che hanno trovato un’ottima accoglienza tra la nostra clientela.
SANTOS ESTEBAN 100% CERRADO screen 19
SANTOS FAZENDA DONA FRANCISCA
Con una caratteristica di gusto più tendente al dolce
ESPECIAL SANTA CLARA
Con un gusto più deciso e corposo

CAFFE’ AFRICANI

In Africa si produce circa il 13% del caffè mondiale.
Il mercato del caffé rappresenta, in alcuni paesi africani come l’Etiopia, l’Uganda e il Costa d’Avorio, una delle principali fonti di entrate.”
I caffé coltivati in questo paese sono caratterizzati da un’aroma intenso, corpo estremamente pronunciato dal sapore amaro e retrogusto forte.
ROBUSTA BLEND SELECTED 19 TYPE HTM/N/M
CONGO SELECTED 18 HTM/N/M ( ORIGINE CERTIFICATA)
UGANDA CRIV. 18 SELECTED DHP
CAMEROUN CRIV. 18/20 SELECTED
TANZANIA ARABICA AA TOP QUALITY

CAFFE' ETIOPICI
ETIOPIA WASHED YIRGACHEFFE GR. 2 ( ORIGINE CERTIFICATA)
ETIOPIA WASHED SIDAMO GR.2 ( ORIGINE CERTIFICATA)
ETIOPIA WASHED LIMU GR.2 ( ORIGINE CERTIFICATA)
ETIOPIA NAT. "HARENNA FOREST" GR. 4 ( ORIGINE CERTIFICATA)
ETIOPIA NAT. DJIMMAH GR. 5 ( ORIGINE CERTIFICATA)

CAFFE’ INDONESIANI

L’arcipelago dell’Indonesia è attualmente il quarto produttore al mondo di caffé e, per quello che riguarda le vicende che in esso la coltivazione del caffé ha avuto, forse uno dei più interessanti.
Furono i governatori olandesi, nel ’600, ad introdurre il caffé nelle isole. Parte di queste isole però, nello specifico Timor Est e Flores, erano sotto dominio portoghese, che importarono a loro volta caffé arabica, ma di diversa qualità.
Il cataclisma nel mondo del caffé arrivò intorno al 1890 con l’epidemia di rust. Questa distrusse quasi completamente le piantagioni di Arabica. Si provò a rimpiazzarla con il caffé Liberica, ma la qualità di questo caffé si rivelò presto non commerciabile e fu di nuovo sostituito dalla varietà Robusta.
La seconda guerra mondiale e la lotta per l’indipendenza portarono a numerose oscillazioni nella quantità e qualità del caffé Indonesiano.
Alcuni dei caffé di questo arcipelago godono oggi di una curiosa fama, quella di essere i caffé più ricchi di caffeina del mondo, motivo potrebbe essere proprio le trasformazioni e gli incroci che questo caffé ha avuto.
EXTRA LARGE BEAN GR.2 350 B.C.
VIETNAM ROBUSTA GR. 1 CRIV. 18
ARABICA FLORES RAJA KOMODO
JAVA EXTRA LARGE BEAN

CAFFE’ CENTRO AMERICANI

Le piante di caffè in America Centrale e Sud America non furono importate direttamente dai Paesi africani, ma passarono prima per l’Europa.
All’inizio del XVIII secolo in molti giardini botanici EUROPEI era già possibile ammirare alcune piante di caffè. Da lì, in seguito, vennero imbarcate sulle navi delle potenze coloniali per raggiungere il Nuovo Mondo: le Isole dei Caraibi e l’America del Sud dove nacquero le prime piantagioni di caffè.
Le sue caratteristiche lo rendono un caffè dolce e leggero, con note acide.
COLOMBIA SUPREMO CRIV. 19
COSTARICA WASHED QUIZARRA EP CRIV. 18
GUATEMALA WASHED "LA DELICIA" CRIV. 17/18
HONDURAS SHG EP CRIV. 19
PANAMA SHB DE ELETA "CHIRIQUI"
EL SALVADOR WASHED SHG
NICARAGUA SHG ALTO MATAGALPA
NICARAGUA SHG MARAGOGIYPE ( sacchi da KG 30)
PERU ARABICA SEGUNDAS " SPECIAL SELECTION "
CUBA SERRANO SUPERIOR
PUERTO RICO ARABICA WASHED " HACIEDA SAN PEDRO" (Sacchi da Kg. 23)
NICARAGUA SHG MARAGOGYPE (Kg. 30)
JAMAICA BLUE MONTAIN (Botti Kg. 30)

CAFFE’ DECAFFEINATI

MISCELA 100% ARABICA (Kg. 30)
DEC. MISCELA CLASSICA (kg. 60)
MISCELA DECAFFEINATA AD ACQUA

Tra storia e leggenda

Fino al secolo XIX non era certo quale fosse il luogo dove la pianta del caffè ebbe origine, oltre all'Etiopia e le regioni dell'Africa orientale si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Sull'origine del caffè esistono molte leggende, la più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia ed un giorno queste, incontrando una pianta di caffè, cominciarono a mangiare le bacche ed a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, li macinò e, dopo averne fatta un'infusione, ottenne il caffè.
Un’altra storiella ha come protagonista Omar, noto per le sue doti di guaritore tramite la preghiera. Il derviscio, bandito dalla città natale Mocha (Yemen) e recluso in una grotta nel deserto, stava quasi per morire di fame quando vide delle bacche rosse che spuntavano sugli arbusti vicini. Le colse e, poiché le trovava troppo amare e dure, le arrostì e le fece bollire. Bevuta l’acqua di cottura si sentì rinvigorito, decidendo di somministrarla anche ad un vecchio pellegrino debilitato, che miracolosamente riprese il cammino di casa. Quando la notizia della guarigione giunse a Mocha, Omar fu richiamato in città con tutti gli onori.
Un'altra, racconta di come l'Arcangelo Gabriele venne in aiuto a Maometto contro l’improvvisa malattia del sonno che lo colpì. Sul punto di essere sopraffatto durante uno scontro politico, dopo pochi sorsi di questo "infuso divino" non solo recuperò subito forza e salute, ma si sentì così bene che fu in grado di disarcionare 40 uomini e far felici 40 donne. Alcuni studiosi affermano che fosse caffè pure la bevanda amara, definita da Omero utile "contro i dispiaceri, i rancori e la memoria dei dolori”, che Elena aggiunse al vino per asciugare le lacrime degli ospiti alla mensa di Menelao.
Un monaco arabo, lo sceicco Ali Ben Omar, che rimase solo durante un viaggio verso Mocha, città nella quale accompagnava il suo maestro Schadeli, morto durante l'itinerario.
 Apparsogli un angelo, fu incoraggiato a proseguire verso quella città dove infuriava una terribile peste. Qui, con le sue preghiere ad Allah, riuscì a guarire molti malati e persino la figlia del re, della quale si innamorò. Il Re però allontanò il monaco, il quale, costretto a vivere nella solitudine della montagna, per appagare la fame e la sete, dovette invocare l'aiuto del suo maestro, il quale gli inviò un magnifico uccello dalle piume variopinte e dal suadente canto.
Destato e sollevato dal melodioso canto, Omar si avvicinò per ammirare l'uccello e, giunto sul posto, vide un albero rivestito da fiori bianchi e frutti rossi: la pianta del caffè.
Colse alcune bacche e ne fece un decotto dalle virtù salutari che, spesso, offrì ai pellegrini che riceveva nel suo rifugio. Sparsasi la notizia delle qualità magiche della bevanda, il monaco venne riaccolto nel regno con grandi onori.
Un' ultima leggenda racconta che un enorme incendio si propagò in un vastissimo territorio dell'Abissinia, coperto da piante spontanee di caffè facendo diffondere a decine di chilometri di distanza l'aroma di quella che fu considerata una gigantesca torrefazione naturale.
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