Tra Storia e Leggenda

Fino al secolo XIX non era certo quale fosse il luogo dove la pianta del caffè ebbe origine, oltre all'Etiopia e le regioni dell'Africa orientale si ipotizzava la Persia e lo Yemen. Sull'origine del caffè esistono molte leggende, la più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia ed un giorno queste, incontrando una pianta di caffè, cominciarono a mangiare le bacche ed a masticare le foglie. Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, li macinò e, dopo averne fatta un'infusione, ottenne il caffè.
Un’altra storiella ha come protagonista Omar, noto per le sue doti di guaritore tramite la preghiera. Il derviscio, bandito dalla città natale Mocha (Yemen) e recluso in una grotta nel deserto, stava quasi per morire di fame quando vide delle bacche rosse che spuntavano sugli arbusti vicini. Le colse e, poiché le trovava troppo amare e dure, le arrostì e le fece bollire. Bevuta l’acqua di cottura si sentì rinvigorito, decidendo di somministrarla anche ad un vecchio pellegrino debilitato, che miracolosamente riprese il cammino di casa. Quando la notizia della guarigione giunse a Mocha, Omar fu richiamato in città con tutti gli onori.
Un'altra, racconta di come l'Arcangelo Gabriele venne in aiuto a Maometto contro l’improvvisa malattia del sonno che lo colpì. Sul punto di essere sopraffatto durante uno scontro politico, dopo pochi sorsi di questo "infuso divino" non solo recuperò subito forza e salute, ma si sentì così bene che fu in grado di disarcionare 40 uomini e far felici 40 donne. Alcuni studiosi affermano che fosse caffè pure la bevanda amara, definita da Omero utile "contro i dispiaceri, i rancori e la memoria dei dolori”, che Elena aggiunse al vino per asciugare le lacrime degli ospiti alla mensa di Menelao.
Un' ultima leggenda racconta che un enorme incendio si propagò in un vastissimo territorio dell'Abissinia, coperto da piante spontanee di caffè facendo diffondere a decine di chilometri di distanza l'aroma di quella che fu considerata una gigantesca torrefazione naturale.